Per restare sulla breccia

La Dina stava trafficando in cucina e dal rumore delle stoviglie intuivo l’arrivo del mugugno. I problemi sempre maggiori del lavoro si ripercuotono sulla pace famigliare e lo sfogo dei componenti si riversa tutto sulle mie spalle.
- Senti Dino - la mia metà parte all’attacco - qui bisogna trovare una soluzione.
- A cosa ti stai riferendo. - Cerco di prendere le cose da distante.
- Così non si può andare avanti. Abbiamo un patrimonio tra serre, pergolati e piante e non riusciamo a far quadrare il bilancio.
- Io credo che la mia parte la sto facendo, comincio il lavoro con il sole ancora nell’altro emisfero e finisco dopo il telegiornale della notte. Cos’altro potrei fare?
La Dina mi guarda come se dovesse valutare il mio peso.
- Il fatto è che sei rimasto indietro. Tu continui a coltivare come coltivava tuo padre che coltivava come coltivava tuo nonno. Ti sei fatto un mucchio di debiti per rimodernare l’azienda ma ti manca la tecnica.
- E cosa dovrei fare, a cinquant’anni vado a prendere la laurea?
Adesso il suo sguardo è di commiserazione.
- Non dico questo, però ho sentito dire al mercato, che ci sono dei corsi gratuiti dove ti insegnano delle cose nuove. Delle cose che ti permettono di far rendere di più il tuo lavoro, di essere aggiornato sulle nuove tecniche con le quali, sembra, lavori meno e guadagni di più.
Lascio cadere l’argomento e cerco di informarmi.

- Ma certo, la tua Dina ha ragione - è Giovanni che sta parlando. Siamo davanti ad una tazzina di caffé al bar del mercato.
- Io devo partecipare ad uno di questi corsi - mi dice - e puoi venire anche tu.
- L’idea mi tenta, ma quanto mi costa?
- Niente, anzi sembra che ci pagano per partecipare a questi corsi.
Mi iscrivo. Le lezioni sono serali, così ci permettono di mandare avanti i nostri lavori di campagna. L’unico pericolo e cercare di non addormentarsi sulle sedie.

Il mio corso riguarda “le coltivazioni fuori suolo”. Io coltivo rose e ho una mezza intenzione di continuare a coltivarle con questa nuova tecnica.
Finalmente comincia la prima lezione. Il professore, dottor Castagnaccio, dell’Istituto ci parla di questa nuova tecnica che, finalmente risolverà tutti i nostri problemi.
Ci dice che C con P e con Ca non va bene ma che bisogna sapere che K deve essere più basso di N perché Na ....
La Dina stava guardando un film alla TV.
- Allora com’è andata la prima lezione?
- Di cose ne hanno dette ma sinceramente io ho capito ben poco. Hanno parlato, hanno scritto, hanno detto ma alla fine ho avuto l’impressione che parlassero di cose loro e non di cose più vicine al mio problema.
La Dina cerca di incoraggiarmi
- Vedrai che le prossime lezioni saranno più pratiche.
E così sono andato avanti per 2 - 3 - 4 ... 10 lezioni.
Ho sentito parlare di conduttività elettrica, di microsiemens, di rapporto nutritivo, ho visto grafici che salivano e scendevano, ho sentito parlare di fisica, di chimica, di ragioneria.
Al mattino entrando in serra guardavo le piante e cercavo di mettere in pratica quello che mi era stato detto la sera prima ma non sapevo neanche da che parte cominciare.
Alla fine del corso ci hanno fatto i complimenti (forse perché siamo riusciti a rimanere svegli) e ci hanno venduto un dischetto che, secondo loro, avrebbe stravolto la nostra vita di poveri contadini.

Dopo l'ultima lezione ritorno a casa e trovo la Dina che guarda un altro film alla TV.
- Allora è tutto finito? - mi chiede
- Si; mi hanno dato questo coso ma non so cosa farmene.
- Ma è un dischetto da computer - dice lei che legge molto - bisogna comprare un computer e mettercelo dentro.
- Ma io non so far funzionare un computer. - cerco di difendermi
- Non ti preoccupare, ho letto che fanno un corso per insegnare l'uso del computer ……

Ormai non l'ascolto più, mi sto dirigendo verso la camera da letto pensando che domani devo cominciare a potare e continuerò a coltivare come o sempre fatto anche perché, sinceramente da quelle lezioni non ho imparato nulla ma ho capito che sicuramente devo spendere ancora di più senza sapere quanto andrò a guadagnare.

E' meglio limitarsi alla spesa fatta per comprare quel dischetto da computer.